martedì 10 gennaio 2012

Un tè sulla terrazza della Biblioteca delle Oblate

Non ci sono storie. La Biblioteca delle Oblate si conferma tra i primi posti in assoluto dove adoro trascorrere un po' di tempo in relax. Immagino che abbiate avuto modo di conoscere questo gioiello di antico e moderno, che unisce senza darsi troppe arie il peso di una storia secolare (il complesso delle Oblate sorse nel XIII secolo) alle esigenze di praticità richieste dal pubblico vasto che quotidianamente varca i cancelli di via dell’Oriuolo e di via Sant’Egidio. Vero gioiello a due passi dal Duomo, l’ex convento recuperato da pochi anni a biblioteca comunale è una fucina di iniziative, progetti e proposte che ha reso più vivace la vita culturale fiorentina.

Però, oggi, non è dell’aspetto culturale voglio parlarvi, bensì del motivo ben più frivolo e gustoso per cui ogni tanto –ogni spesso- ci faccio un salto. Sarà che in questi giorni, appena uscita da lavoro, non ho mai avuto voglia di seguire il programma concepito in mattinata (cominciare a rovistare nei negozi in cerca di qualche prodotto in saldo di cui in realtà posso benissimo fare a meno); per questo, essendo di strada, sono finita anche ieri a bere un tè caldo alla caffetteria delle Oblate. Una volta lì ho deciso di disdegnare il calduccio del bar, e il tè me lo sono gustato sulla terrazza circostante, piena di tavolini e confortata dal tepore delle stufe (questo lo posso immaginare, visto che quando sono arrivata io erano spente).

Sorseggiare qualcosa sulla splendida terrazza vista Cupola alle sei di un pomeriggio di gennaio è un’esperienza gratificante nonostante il freddo cane e le folate di vento. Riesce perfino a non mancarti quell’atmosfera tipica delle Oblate in una giornata primaverile, quando le voci delle persone che arrivano dal basso sanno di gonne colorate e golfini leggeri, l'odore dei camini ha lasciato il passo ad un'aria più tiepida e i piccioni ti importunano più del solito perchè hanno i figliolini da sfamare.

Ma in un pomeriggio qualsiasi di queste terse giornate invernali, che volgono al termine con un cielo tendente al violetto, ci sono almeno due ragioni per cui vale la pena sfidare il freddo e scegliere di bersi qualcosa di bollente all’aperto. La prima è che la terrazza comincia a svuotarsi prima del solito, e si può finire con il rimanere a godersi da soli lo spettacolo della fetta di città che abbiamo davanti agli occhi; la seconda è che solo con il buio si può assaporare la perfetta armonia che le luci del loggiato e del chiostro creano con il giallo morbido che illumina il Duomo. Le Oblate sono così. Al riparo sotto il loggiato del loro terzo piano si intravedono i tetti e le luci accese nelle case, si sentono trillare le biciclette e si può anche, per una volta ogni tanto in pieno centro città, riuscire a sentirsi davvero in pace.

Paola


Consiglio 1. Se non siete mai stati alla Biblioteca delle Oblate, entrate nella struttura e prendete le scale di pietra che vi porteranno al terzo piano. Non guardatevi attorno, tenete lo sguardo fisso sugli scalini, e quando arrivate in cima costeggiate il loggiato in direzione del bar. A quel punto salite i pochi gradini che conducono alla terrazza e voltatevi verso destra. Poi fatemi sapere.

Consiglio 2. Cercate di non farvi venire la necessità di andare in bagno. Dovrete lasciare un documento, ottenere in cambio la chiave, tornare a ritirare il documento, il tutto magari dopo aver fatto la coda. 

Consiglio 3. Per chi ha dei bambini, c'è una bellissima sezione loro dedicata e confinante con l'emeroteca.


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